Dopo 7 anni di servizio in oltre 60 città, Uber Eats lascia l’Italia. La divisione di consegna del cibo a domicilio della nota multinazionale ha infatti annunciato che chiuderà l’attività nel nostro Paese, spiegando che la crescita aziendale si è rivelata non in linea con le aspettative iniziali per garantire un business sostenibile nel lungo periodo. Confermato invece il servizio Uber Black, segnalato invece in buona espansione.
PERCHÉ UBER EATS LASCIA L’ITALIA?
L’attività di Uber Eats in Italia era iniziata a Milano nel 2016 per poi estendersi a più di 60 città in tutte le regioni italiane, dando lavoro a migliaia di corrieri e delivery partner e collaborando con altrettanti ristoranti, pizzerie e fast food. Non a caso la principale preoccupazione riguarda adesso i lavoratori di Uber Eats, per i quali l’azienda ha promesso che farà il possibile in conformità con le leggi vigenti. In realtà solamente i dipendenti degli uffici che l’azienda aveva aperto in Italia, circa una quarantina, riceveranno qualche tutela con la procedura di licenziamento collettivo. Al contrario i rider di Uber Eats, inquadrati per lo più


