L’utilizzo dei token ai concerti sta diventando sempre più frequente attirando un numero crescente di critiche e polemiche.
L’utilizzo dei token nei concerti sta diventando sempre più un’abitudine diffusa tra gli organizzatori di eventi dal vivo in Italia. Si tratta di gettoni di plastica colorata che fungono da moneta alternativa e obbligatoria per poter effettuare acquisti all’interno degli eventi, il cui utilizzo sta suscitando non poche polemiche e malcontento tra i partecipanti.
La critica maggiore riguarda la necessità di acquistare i token in quantitativi minimi, spesso inutilizzabili integralmente, e la mancanza di un sistema di rimborso. Le problematiche legate a questo fenomeno riguardano sia la logistica degli eventi sia le implicazioni economiche e ambientali legate all’uso di questi gettoni monouso.
Token: tra utilità e disagio
Gli organizzatori degli eventi giustificano l’uso dei token per ridurre le file e garantire una maggiore tracciabilità dei pagamenti. Tuttavia, questa prassi sembra generare più problemi che soluzioni per il pubblico. Gli spettatori dei concerti, infatti, lamentano di essere costretti a sostenere costi aggiuntivi non previsti oltre che una limitazione nella libertà di scelta nel
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