Perché un testamento sia valido, è necessaria la firma del testatore, o ci sono altri modi per validarlo? Ecco la risposta e tutti i dettagli.
Tra i numerosi atti giuridici nati sin dai tempi dell’Antica Roma, c’è anche il testamento. Questo è un atto ‘mortis causa‘, e cioè un atto di successione a causa di morte. La successione a causa di morte si verifica quando uno o più soggetti ottengono la titolarità di un patrimonio o di uno o più diritti patrimoniali, che prima appartenevano a un altro soggetto. La successione, per l’appunto, avviene quando la persona che scrive il testamento, e cioè il testatore, muore.
Ai tempi dell’Antica Roma, c’erano delle procedure diverse per determinare un testamento. C’erano i testamenti pubblici e i testamenti privati: i primi, venivano letti davanti ai comitia curata o all’esercito, mentre i secondi prevedevano un trasferimento del patrimonio a un erede. Anche secondo l’ordinamento italiano esistono diversi testamenti.
Testamento: il testatore deve firmare per garantire la validità di quest’ultimo? Le risposte
Abbiamo, infatti, quello pubblico, quello olografo e quello segreto. Il primo viene determinato dall’atto del notaio, con due


