Si è rinnovata a Tarquinia la tradizione secolare della processione del Cristo risorto. In questa domenica di Pasqua si è riversato per le strade del centro storico della cittadina un brulichio di persone.
Il monito del vescovo
La processione del Cristo risorto è un evento al contempo religioso e storico, particolarmente suggestivo, partecipato e coinvolgente. “Non sia solo una tradizione – è stato il monito del vescovo Gianrico Ruzza – ma entri nei nostri cuori per trasformarci e cambiarci. Cristo risorto ci faccia risorgere dalla tristezza, dal tempo della pandemia, dalle preoccupazioni delle guerre e dalle violenze di ogni tipo”.
La processione
Ad aprire il corteo, come da tradizione, sono stati gli sparatori, che con i loro colpi a salve hanno ritmato il passo della processione. Poi i portatori dei lampioni e dello stendardo che hanno preceduto i portatori dei “tronchi”, ossia le grandi croci lignee che anticipano e incorniciano l’avanzare della statua del Cristo risorto.
Il corteo ha mosso dalla chiesa di San Giuseppe, nel centro storico di Tarquinia. L’itinerario ha previsto, secondo tradizione, un passaggio davanti


