Per la prima volta è stato osservato un sistema con tre buchi neri, in cui un buco nero centrale "divora" una piccola stella molto vicina ogni 6,5 giorni, mentre un secondo oggetto orbiterebbe attorno al buco nero da grande distanza, con un’orbita stimata in 70.000 anni. Questa scoperta, annunciata dal MIT e Caltech, potrebbe suggerire che il buco nero si sia formato tramite un "collasso diretto" piuttosto che una supernova violenta. Un tale collasso “calmo” spiegherebbe come la stella distante sia ancora legata al sistema, sfidando le teorie tradizionali sulla formazione dei buchi neri.
Le forme di vita extraterrestri potrebbero essere molto diverse da come le immaginiamo. Gli scienziati ipotizzano che, a seconda dell'ambiente, la vita aliena potrebbe presentarsi in varie forme:
1. **Microbica**: organismi simili a batteri adattati a condizioni estreme.
2. **Acquatica**: creature simili a meduse o polpi, adatte a oceani profondi e bui come quelli delle lune Europa e Encelado.
3. **Xenovegetale**: organismi simili a piante, con colori scuri o forme mobili per assorbire energia anche in condizioni difficili.
4. **A base di silicio**: forme di vita robuste, potenzialmente rocciose, adatte a pianeti caldissimi.
5. **Fluttuanti o massicci**: esseri con strutture adattate a bassa o alta gravità, dotati di ali o corpi compatti.
6. **Radiazioni come energia**: organismi che potrebbero prosperare assorbendo radiazioni intense.
Queste ipotesi, basate su osservazioni scientifiche, ci invitano a immaginare forme di vita diverse e potenzialmente sorprendenti.
Al centro della nostra Via Lattea si trova un buco nero supermassiccio noto come Sagittarius A*, la cui massa è milioni di volte superiore a quella del Sole. Tuttavia, nonostante la sua imponente grandezza, Sagittarius A* non è nemmeno vicino ad essere uno dei buchi neri più grandi dell’universo. Con l’avvento di strumenti moderni come […]
Le formiche sono state le prime agricoltrici, coltivando funghi da milioni di anni. Un team di scienziati ha analizzato il DNA di 276 specie di formiche e 475 specie di funghi per studiare questa simbiosi. Le formiche tagliafoglie sono un esempio importante, raccogliendo foglie per nutrire i funghi, che poi utilizzano come cibo. La pratica agricola delle formiche è emersa circa 33 milioni di anni fa, dopo l'estinzione dei dinosauri, e si è evoluta in risposta ai cambiamenti climatici e ambientali. Questi studi permettono di comprendere meglio l'origine e l'evoluzione dell'agricoltura nel mondo animale.
Un consorzio internazionale rivela il primo connectoma completo del cervello di una mosca della frutta, svelando nuove scoperte e prospettive rivoluzionarie in neuroscienze.
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