Tag results for: comunicazione
Geotermia: impatti, accettabilità sociale e il ruolo della comunicazione
La transizione energetica, e con essa lo sviluppo del mercato geotermico, non riguarda solo l'adozione, il potenziamento e l'integrazione di varie tecnologie energetiche: implica anche un modo diverso di incorporare le questioni energetiche nella e per la società nel suo complesso.
Molte tecnologie di energia rinnovabile sono state oggetto di preoccupazione e lo sviluppo industriale è talvolta rallentato dall'opposizione sociale, un problema che si avverte anche nel settore geotermico. Negli ultimi anni si stanno susseguendo studi per analizzare le ragioni e gli effetti di questa opposizione. In molte conclusioni viene invocata la trasparenza, intesa non solo come comunicazione ampia e corretta dei dati e delle informazioni. La trasparenza, infatti, viene abbinata sempre più frequentemente al coinvolgimento del pubblico, cioè la partecipazione dei cittadini che sono direttamente e localmente interessati dal progetto.
Per lo sviluppo di un progetto sono quindi necessarie nuove forme di dibattito e processi democratici, sia per il perseguimento dei profitti (interesse degli azionisti), sia per la creazione di valore per la società tutta (interesse degli interlocutori).
Quello italiano è certamente un caso molto interessante ed importante in Europa e nel mondo. Se consideriamo la produzione di elettricità e calore da geotermia, l’alto profilo delle industrie italiane del settore e l'abbondanza di articoli scientifici delle istituzioni italiane in geotermia, è evidente quanto l'Italia sia ricca di risorse e competenze in tecnologie geotermiche. Tale ricchezza non sembra riflettersi sulla società, e le tecnologie geotermiche in Italia rimangono molto meno familiari al grande pubblico rispetto ad altre tecnologie rinnovabili (Eurobarometro, 2011; Pellizzone et al. 2015, 2017).
Poiché ogni sito richiede un progetto geotermico su misura, e i tempi e modalità di installazione sono spesso più elevati ed ignoti rispetto ad altre tecnologie energetiche, la mancanza di consapevolezza si combina spesso con una percezione di tecnologia altamente specializzata e complessa, perdendo di vista i numerosi vantaggi offerti dal geotermico.
Tra opposizioni o indifferenza, che si riflette nella mancanza di una regolamentazione adeguata, di incentivi utili e di un'effettiva partecipazione dell'energia geotermica nei piani energetici, la produzione geotermica italiana sta progredendo molto lentamente, sia per l'elettricità che per il calore.
Quando nel 2010 è stato affidato al Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) il compito di aprire la strada alla diffusione sul mercato delle tecnologie geotermiche nel sud Italia, i due progetti realizzati (Vigor e l'Atlante geotermico) si sono concentrati sulla diffusione della conoscenza dell'energia geotermica. Sono ora disponibili molti documenti e prodotti, tra cui due casi studio sul coinvolgimento dei cittadini nel pianificare lo sviluppo dell'energia geotermica nell'Italia centrale e meridionale (Pellizzone et al. 2015, 2017, Manzella et al. 2018a).
Se confrontati con le esperienze di studi sociali in altri Paesi, quali quelli raccolti in Manzella et al. (2018b) o forniti in letteratura, è evidente che siamo solo all'inizio di un nuovo modo di pianificare i progetti geotermici in Italia e all'estero. Dopo esserci concentrati per decenni sugli aspetti tecnici, logistici ed economici delle risorse e delle applicazioni geotermiche, oggi gli studi sociali stanno producendo un nuovo contributo alla definizione delle politiche future, fornendo linee guida concrete sull'impegno dei cittadini nei processi di innovazione culturalmente sostenibile. La sfida, ora, è capire come includere questi nuovi dati nella vita pratica della pianificazione geotermica a livello locale, nazionale ed europeo.
In un recente progetto europeo intitolato Geoenvi sono stati esaminati tre strumenti utili per favorire relazioni costruttive con il pubblico: la condivisione delle informazioni, la creazione di benefici locali e la partecipazione pubblica. Il policy brief preparato per il progetto offre numerose raccomandazioni ai politici e agli sviluppatori di progetti su come integrare l’accettabilità sociale nei progetti fin dal principio. La principale conclusione individua la necessità di un quadro di riferimento più solido che miri a promuovere l’accettabilità sociale dei progetti geotermici e a un cambio di paradigma per gli operatori, mettendo il pubblico in una posizione centrale.
di Adele Manzella, primo ricercatore Igg-Cnr di Pisa, per greenreport.it
Il testo dell’articolo rappresenta un abstract dell’intervento tenuto da Manzella nel corso del workshop Innovazione e sostenibilità per la geotermia del futuro
Riferimenti bibliografici
Eurobarometer (2011): Special Eurobarometer 372: climatechange. European Commission, Brussels. Available at: http://ec.europa.eu/public_opinion/archives/ebs/ebs_372_en.pdf
Manzella, A., Bonciani, R., Allansdottir, A., Botteghi, S., Donato, A., Giamberini, M.S., Lenzi, A., Paci, M., Pellizzone, A., Scrocca, D. (2018a) Environmental and social aspects of geothermal energy in Italy, Geothermics, 72, 232-248.
Manzella, A., Pellizzone, A., Allansdottir, A. (Eds). (2018b) Geothermal energy and Society. Lecture Notes in Energy, 67, pp. 288, Springer International Publishing.
Pellizzone, A., Allansdottir, A., De Franco, R., Manzella, A., Muttoni, G. (2015): Exploring public engagement with geothermal energy in southern Italy: a case study,Energy Policy, 85, 1-11.
Pellizzone, A., Allansdottir, A., De Franco, R., Manzella, A., Muttoni, G. (2017): Geothermal energy and the public: A case study on deliberative citizens’ engagement in central Italy,Energy Policy,101, 561-570.
L'articolo Geotermia: impatti, accettabilità sociale e il ruolo della comunicazione sembra essere il primo su Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile.
Friends of Florence e gli Angeli del bello insieme per la rigenerazione dei tabernacoli fiorentini
Grazie a una nuova donazione da 10mila euro, prosegue la collaborazione della fondazione Friends of Florence per permettere agli Angeli del Bello di Firenze di proseguire il progetto di pulizia e ripristino del decoro sul patrimonio di tabernacoli presenti a Firenze.
«A nome di Friends of Florence ringrazio la fondazione Angeli del bello onlus per gli sforzi e l’attenzione volti a mantenere e a proteggere l’integrità e il decoro della città – commenta la presidente della fondazione, Simonetta Brandolini d’Adda – Siamo loro riconoscenti per l’importante lavoro e il costante impegno profusi quotidianamente e siamo felici oltreché onorati di contribuire alla loro attività, sostenendo il progetto di mantenimento dei tabernacoli del quartiere di San Lorenzo».
Il gruppo dei Custodi del Bello, infatti, è impegnato nel preparare l’area di lavoro di uno o più tabernacoli che insistono in aree limitrofe, pulire i vetri dall’esterno ed il tabernacolo con cura e, dove necessario, rimuovere le scritte vandaliche dai muri contigui. Queste attività vengono svolte in virtù del Protocollo d’intesa in vigore con la Soprintendenza che permette alla Fondazione di intervenire su beni notificati. Inoltre, se i tabernacoli necessitano di manutenzioni straordinarie che vanno oltre l’opera di pulizia si procede alle segnalazioni al soggetto competente per ogni tabernacolo.
«Un altro bellissimo esempio di collaborazione tra gli Angeli ed una mirabile istituzione che da anni opera per Firenze. Auspicando che un progetto simile prosegua con continuità, anche per riuscire a fare una simile azione su tutto il territorio cittadino, ringrazio la fondazione Friends of Florence che condivide con noi la necessità e l’impegno di preservare Firenze come un dovere mondiale», aggiunge Giorgio Moretti, presidente della fondazione Angeli del bello di Firenze.
L'articolo Friends of Florence e gli Angeli del bello insieme per la rigenerazione dei tabernacoli fiorentini sembra essere il primo su Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile.
Tik tok contro il Willow Project petrolifero in Alaska. Diventa virale la campagna per salvare la fauna artica
Il primo febbraio, il Bureau of Land Management (BLM) ha pubblicato la sua dichiarazione finale sull'impatto ambientale del Willow Project nel North Slope, in Alaska, che autorizza ConocoPhillips a portare avanti il progetto che è una delle più grandi nuove proposte petrolifere degli Stati Uniti d’America. Il sito di tivellazione si troverebbe nella National Petroleum Reserve, la più vasta area di territorio pubblico vergine negli Stati Uniti.
Le associazioni ambientaliste si sono subito dichiarate contrarie. In una nota congiunta Sovereign Iñupiat for a Living Arctic, Alaska Wilderness League, Trustees for Alaska, Friends of the Earth, Conservation Lands Foundation, Environment America, Earthjustice, Defenders of Wildlife, League of Conservation Voters, Northern Alaska Environment Center, Sierra Club, The Wilderness Society, Evergreen Action, Chesapeake Climate Action Network e Greenpeace Usa hanno ricordato che «L'amministrazione Biden ha il potere di negare i permessi e dovrebbe farlo quando emetterà la sua decisione finale. Un enorme contributo pubblico e scientifico ha dimostrato la minaccia che questa proposta rappresenta per la regione artica e per le persone e gli animali che vi abitano. Willow inquinerebbe l'acqua e l'aria, interromperebbe le migrazioni degli animali, distruggerebbe l'habitat degli animali, emetterebbe tanto carbonio quanto il funzionamento di 76 centrali a carbone per un anno e fungerebbe da hub per la futura industrializzazione del petrolio e del gas e l'inquinamento per i decenni a venire. Il progetto avrebbe impatti devastanti sull'intera regione artica occidentale, ponendo gravi minacce per la salute, l'ambiente e la sicurezza alimentare alle comunità native dell'Alaska».
Per Sierra Club, «Nessun singolo progetto di petrolio e gas rappresenta una minaccia maggiore per gli obiettivi climatici e di protezione delle public lands dell'amministrazione Biden. Il Willow Project ha il potenziale per annullare completamente i progressi dell'energia pulita che abbiamo già fatto e bloccarci nella trivellazione di combustibili fossili per altri 30 anni». Ma Sierra Club è convinta che «Il presidente Biden ha ancora l'opportunità di essere un eroe climatico rifiutando la raccomandazione del BLM». L’associazione (la più grande e vicina al Partito democratico) è però consapevole che questo accadrà «Solo se dimostreremo che le persone in tutto il paese non vogliono che questo progetto vada avanti. Questa è la nostra ultima occasione per fermare questo disastroso progetto una volta per tutte! Dobbiamo dire al presidente Biden forte e chiaro che fermare il progetto Willow è fondamentale se vogliamo raggiungere i nostri obiettivi climatici!»
Per questo Sierra Club (che ha circa 3 milioni di soci) ha lanciato una petizione online che chiede al presidente Biden di non approvare il Willow Project. Ma l’ostacolo più grosso sembra venire da un social media inaspettato: l'opposizione è cresciuta rapidamente nelle ultime settimane perché la campagna #stopwillow è diventata virale su TikTok.
ConocoPhillips è corsa ai ripari e ha lanciato una campagna “informativa” nella quale assicura che il progetto creerà migliaia di posti di lavoro e entrate per la gente del posto. E, rispondendo alle accuse degli ambientalisti, il portavoce di ConocoPhillips Dennis Nuss ha dichiarato abbastanza spericolatamente alla BBC: «Riteniamo che questo progetto si adatti alle priorità dell'amministrazione Biden in materia di giustizia ambientale e sociale, facilitando la transizione energetica e migliorando la nostra sicurezza energetica».
Ma le argomentazioni della multinsazionale petrolifera non convincono per nulla u i leader degli Iñupiaq, un popolo nativo dell'Alaska, che sono molto preoccupati pèer gli impatti ambientali locali del progetto, compresi il disturbo alla fauna selvatica locale, l'interruzione delle pratiche di caccia tradizionali e il declino della qualità dell'aria.
Ospita specie critiche tra cui orsi polari e popolazioni di caribù istrice.
Rosemary Ahtuangaruak, del comitato consultivo del movimento Iñupiaq e sindaca di Nuiqsut, ha detto che «Le misure di mitigazione non sono sufficienti. Conosciamo il nostro modo di vivere e l'importanza delle nostre generazioni future e non c'è nulla nel nuovo documento che ci dia garanzie che non saremo messi a rischio».
Na altri leader locali del North Slope - sono favorevolial progetto e ai benefici economici che potrebbe portare alle comunità locali. Come Asisaun Toovak, sindaco di Utqiaģvik che ha detto: «Sono molto favorevole al Willow Project e lo è anche la maggior parte della mia comunità. Il gettito fiscale derivante dal progetto sarebbe un'ancora di salvezza per il North Slop che ha un disperato bisogno di alloggi a prezzi accessibili».
Anche il sindaco di Toovak, Nagruk Harcharek, presidente di Voice of the Arctic Iñupiat, una rete di 24 gruppi indigeni locali, ha detto alla BBC di essere fiducioso che il progetto verrà realizzato in modo responsabile: «Stiamo coesistendo con lo sviluppo sin dal gasdotto Trans-Alaska. Se mai ci fosse un progetto che pensassimo possa minacciare il nostro stile di vita di sussistenza, non lo sosterremmo». Poi, mettendo da parte la sussistenza, se l’è presa con la crescente opposizione sui social media: «E’ davvero difficile da vedere. Le nostre voci sono sminuite da persone che non vivono qui. Non capiscono la durezza della vita sul North Slope».
Infatti, nell’ultima settimana i video #stopwillow su TikTok hanno avuto 20 milioni di visualizzazioni negli Usa e i giovani TikToker che li pubblicano chiedono di inviare lettere a Biden chiedendogli di non approvare il progetto e a Biden sarebbero gu ià arrivate un milione di lettere, anche da imprese come Patagonia.
A febbraio, la ventenne Elise Joshi, studentessa universitaria alla università della California Berkley e direttrice esecutiva di Gen Z for Change, una coalizione di giovani ambientalisti che utilizzano piattaforme online per stimolare il cambiamento sociale.
ha creato uno dei primi TikTok contro il Willow Project, definendolo «Una bomba al carbonio» e aggiungendo: «Non possiamo permetterci più progetti sui combustibili fossili» ed è rimasta sorpresa quando il suo video #StopWillow ha avuto oltre 300.000 visualizzazioni perché «Il clima non ha il suo momento di grandeviralità». , ha detto Joshi.
Anche il 25enne Alex Haraus fa parte di #StopWillow Tiktok e sottolinea che «Migliaia di altre persone stanno facendo contenuti come questo. Non è una persona in particolare. Sono solo così tante persone con così tanti background, perché tutti si sentono autorizzati a parlarne».
Intanto, una petizione messa ieri online su change.org che chiede di fermare il Willow Project per motivi ambientali ha già raccolto già più di 3e milioni di firme, risultando già una delle petizioni più firmate sulla piattaforma.
Il senatore repubblicano dell'Alaska Dan Sullivan, ha ipotizzato che questo trend dei social media possa essere opera di influenze esterne e ha presentato un nuovo disegno di legge per limitare TikTok dicendo che «Forse è il Partito Comunista Cinese che cerca di influenzare i giovani americani». Ma probabilmente il segretario del Partito Comunista Cinese Xi Jinping, appena rieletto presidente della Repubblica popolare cinese e presidente della Commissione Militare Centrale (CMC), in questi giorni aveva altro a cui pensare.
L'articolo Tik tok contro il Willow Project petrolifero in Alaska. Diventa virale la campagna per salvare la fauna artica sembra essere il primo su Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile.
Second life fa tappa a Empoli, in mostra le opere per la sostenibilità di 30 giovani artisti
La nuova tappa di “Second life: tutto torna” è stata inaugurata oggi, presso il Chiostro degli Agostiniani ad Empoli: alla II edizione del concorso promosso da Alia hanno partecipato circa cento giovani artiste e artisti, che si sono interrogati sui concetti dell’economia circolare – come riutilizzo, riciclo e recupero – e li hanno condensati in altrettante opere d’arte.
Con questa seconda edizione, Second life si consolida infatti come il primo concorso artistico a livello nazionale incentrato sul tema “arte e sostenibilità”, con la Toscana come palcoscenico della creatività dei giovani artisti e degli studenti di tutte le Accademie e Scuole d’arte italiane.
Tra le 30 opere finaliste, selezionate da una prima giuria di giovani curatori ed ora in mostra nel Chiostro, sono state successivamente valutate da una giuria composta da affermati critici, storici dell’arte e direttori delle principali istituzioni culturali toscane, che hanno identificato le tre opere vincitrici e le menzioni speciali.
Prima classificata Caterina Dondi, artista ventiquattrenne della provincia di Varese, con l’opera “Ordinare Senza Spostare”; la seconda opera classificata, “Espositore di Luoghi”, arriva da Messina ed è stata realizzata dal ventiseienne Giuseppe Raffaele con tecnica mista (ferro-carta-terra); a chiudere il podio “Curae”, dell’artista milanese Giulia Pirri (classe 1994).
Le tre menzioni speciali sono state invece assegnate a: Elisa Pietracito, artista ventiseienne della provincia di Firenze, per “Sotto lo stesso cielo” realizzata con filo di rame di scarto cucito a mano su tessuto di riciclo; Edoardo Sessa, ventisettenne di Varese, con la performance “Homologation” ed il giovanissimo artista cinese (classe 2002) Siyang Jiang con l’opera “If you want to live” realizzata con vetro, alluminio, legno, pianta, terra, candele.
Il main partner di Second life, Evolve Maire Tecnimont Foundation, ha infine selezionato per la menzione speciale l’opera di Federico Ferroni “Decay”.
«Questa nuova edizione del contest – commenta il curatore della mostra Marco Meneguzzo – conferma che il tema della sostenibilità, e con esso il rispetto dell’ambiente, è fortemente introiettato nelle nuove generazioni; un tema con cui si confrontano costantemente. Le opere in mostra raccontano come la questione ambientale sia vissuta in modo individuale piuttosto che sociale dai giovani artisti, con attenzioni più intimiste che “politiche”, intendendo con quest’ultimo termine l’aspetto sociale e relazionale delle persone. L’attenzione alle “piccole cose” non può esistere senza un tempo rallentato che, coscientemente o no, sembra già un’indicazione di soluzione del problema».
L'articolo Second life fa tappa a Empoli, in mostra le opere per la sostenibilità di 30 giovani artisti sembra essere il primo su Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile.
Estra, oltre 40mila studenti partecipano alle Scuole viaggianti per l’educazione ambientale
Oltre 830 scuole, 1.600 classi e 40mila studenti hanno aderito al progetto di educazione ambientale “Scuole viaggianti”, promosso dalla multiutility Estra, su cui si è alzato stamani il sipario con la diretta streaming EstraTalk: Le scelte sostenibili.
Il progetto è dedicato agli studenti delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di I grado di ben 5 regioni (Abruzzo, Marche, Molise, Toscana e Umbria), e si propone come un formato didattico innovativo per l’educazione alla sostenibilità.
«Scuole viaggianti oggi entrato finalmente nel vivo ed i numeri delle scuole partecipanti vanno davvero ben al di là delle nostre attese, confermando una scelta che è stata innovativa nei contenuti e negli strumenti e che si è rivelata vincente – commenta Alessandro Piazzi, ad di Estra – Stiamo investendo sul futuro: a partire dall’infanzia, dai più piccoli ai più grandicelli, contribuiamo all’educazione ambientale delle nuove generazioni».
A partire da esempi molto concreti: il talk odierno ad esempio ha dato l’occasione per presentare alle scuole il progetto Prato urban jungle (di cui Estra è partner), pensato per ri-naturalizzare i quartieri di Prato in modo sostenibile e socialmente inclusivo. Proprio in queste settimane, inoltre, si stanno svolgendo gli Incontri tra Viaggiatori: le classi si incontrano “digitalmente” per condividere in videochiamata il loro percorso, ma anche per raccontare il proprio territorio.
Tutte queste attività sono pensate per arricchire e diversificare l’esperienza delle 833 scuole che in questa prima edizione 2022-2023 partecipano al progetto, e che si concluderà con interessanti premi. Tutte le classi che parteciperanno attivamente assisteranno ad una rassegna teatrale digitale, mentre per le quindici Scuole che avranno realizzato i diari di viaggio più originali e interessanti, in palio uno spettacolo teatrale dal vivo, il ByBike Teatro, in cui avverranno anche le cerimonie di premiazione. Infine tutte le Città Smart create dalle scuole concorreranno ad un contest che attribuirà buoni da 500 euro e che è organizzato in partenariato con Anci e con Nanabianca.
L'articolo Estra, oltre 40mila studenti partecipano alle Scuole viaggianti per l’educazione ambientale sembra essere il primo su Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile.
Italian Green, su Rai 2 il viaggio nell’Italia sostenibile alla scoperta di Scapigliato
Il programma televisivo Italian Green – Viaggio nell’Italia sostenibile, in onda ogni sabato su Rai 2, fa tappa a Rosignano Marittimo per esplorare il Polo impiantistico di Scapigliato, dove i rifiuti vengono gestiti e valorizzati per massimizzare le ricadute positive sulla comunità locale sotto il profilo ambientale, sociale ed economico.
Italian Green è un programma televisivo itinerante, che sta attraversando il Paese per raccontare alcune delle iniziative più significative che abbracciano lo sviluppo sostenibile: Scapigliato – società pubblica la cui maggioranza è detenuta dal Comune di Rosignano Marittimo – sarà tra i protagonisti della puntata che andrà in onda sabato 11 marzo alle 10.
Insieme ai vertici di Scapigliato – il presidente Marco Colatarci e l’amministratore delegato Alessandro Franchi – la troupe di Italian Green andrà alla scoperta degli impianti che danno corpo all’economia circolare sul territorio: il Tmb, da dove transitano i rifiuti di provenienza urbana; l’impianto di cogenerazione, dove un’energia rinnovabile come il biogas viene trasformata in elettricità, per poi essere distribuita ai cittadini con uno sconto sulla componente energia pari al 25-100% in base alla distanza dal Polo; l’impianto di compostaggio del verde, dove sfalci e potature vengono trasformati in compost di qualità, restituito gratuitamente alle famiglie del territorio come “Terriccio Buono”.
Ampio spazio verrà dedicato anche a “Scapigliato Alberi”, il progetto con cui Scapigliato ha già distribuito gratuitamente 43mila olivi: alla fine dell’iniziativa saranno circa 245mila, in grado di compensare l’impatto climatico generato dal Polo impiantistico sin dalla sua nascita.
L'articolo Italian Green, su Rai 2 il viaggio nell’Italia sostenibile alla scoperta di Scapigliato sembra essere il primo su Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile.
Subscribe to our magazine
━ popular
Sport
Mondiali di Baseball, la storia: è semifinale, Italia oltre ogni confine
Qualcosa di fantascientifico. Qualcosa di inimmaginabile, anni fa. Tutto vero: l'Italia è in semifinale Mondiale di Baseball. Oltreoceano, negli States, in casa di chi...
Sport
Medvedev, il ruggito al mondo: fuori Alcaraz, Indian Wells 26 finale clamoroso
Sono ore spasmodiche per lo sport internazionale. Perché da una disciplina all'altra sta succedendo di tutto e di più. E quel che accade, soprattutto...
Cronaca
Verbania – Auto con sette giovani a bordo esce di strada: muore un 29enne
VERBANIA - Si chiamava Francesco Roncoroni, classe 1996 e originario della provincia di Como, il giovane che ha perso la vita nell’incidente stradale avvenuto...
Sport
Kimi, il predestinato: storico Antonelli, trionfo in Cina
Una giornata storica. Che fa felici tutti, comunque. Che riempie d'orgoglio e d'emozione il Tricolore e gli appassionati italiani di Formula Uno. Stavolta no,...
Cronaca
Modena – Pensionato riceve un rimborso spese di 300 euro: l’Inps gliene chiede 34mila
MODENA - Aveva partecipato come comparsa per appena due giorni alle riprese del film Ferrari, la pellicola del regista Michael Mann dedicata a Enzo Ferrari. Per quel breve...


