Creata una scimmia chimera contenente cellule staminali embrionali, aprendo nuove prospettive nella comprensione della pluripotenza e dell’ingegneria genetica.
La chimera di scimmia a soli tre giorni di vita. (Cellula/Cao et al.)
È stata raggiunta una pietra miliare nella ricerca scientifica: per la prima volta nella storia, è stata creata una scimmia chimera contenente un gran numero di cellule derivate da cellule staminali embrionali. Questo significa che le cellule del neonato provengono da due embrioni diversi, rendendo il giovane primate geneticamente diverso e quindi una chimera.
La chimera è un animale il cui corpo è composto da cellule geneticamente diverse, contenenti due distinti set di DNA. Sebbene il chimerismo possa verificarsi naturalmente anche negli esseri umani, è molto raro. In laboratorio, le chimere sono state precedentemente ottenute nei roditori, ma si sono rivelate più difficili da realizzare nei primati non umani.
La scoperta di questa chimera nelle scimmie, che sono più strettamente correlate alla nostra specie, aiuta a comprendere meglio la pluripotenza, ovvero la capacità di una cellula di differenziarsi in tutti i tipi di cellule


