Quando Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, aveva presentato il suo “piano” in dieci punti sull’immigrazione, il presidente polacco Mateusz Morawiecki ha immediatamente tuonato: “La Polonia non sarà spezzata! Non faremo entrare nessuno! Le donne e i bambini polacchi saranno al sicuro!”. Vedendo l’indagine che sta coinvolgendo il suo governo si direbbe il contrario: in Polonia si entra eccome, basta pagare le persone giuste.
In Polonia bufera sul governo sovranista guidato da Mateusz Morawiecki. Che giurava: qui non entra lo straniero
Secondo i media polacchi dal 2021 a oggi i funzionari del governo di Varsavia sparsi per il mondo (soprattutto in Africa e Asia) avrebbero distribuito qualcosa come 250mila visti previo pagamento di una mazzetta di 5mila euro. Quando qualche mese fa si cominciò a parlare dell’indagine, il premier Morawiecki bollò le accuse come un “complotto” ordito dal suo principale oppositore (Donald Tusk) cha si sarebbe sgonfiato in fretta. Non è andata così. A oggi tre funzionari del governo si ritrovano in carcere e l’ex vice ministro degli Esteri Piotr Wawrzyk è stato rimosso dal suo ruolo lo scorso
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