La celebrazione globale di una delle bevande alcoliche più consumate al mondo porta con sé un’eco di riflessioni sull’impatto ambientale della birra industriale, soprattutto in un’epoca segnata da sfide climatiche e scarsità di risorse
@Canva
Il verde d’Irlanda, la musica, la convivialità e fiumi di birra. San Patrizio è la festa che celebra il 17 marzo l’Irlanda e il suo patrono, ma è anche un’occasione per riflettere sulla sostenibilità di una delle bevande più amate al mondo: la birra. Se quella artigianale sembra avere una marcia in più, cosa succede quando si parla di produzione industriale? È possibile conciliare grandi volumi e rispetto per l’ambiente?
La birra, si sa, è fatta principalmente di acqua, orzo, luppolo e lievito. Ma il processo produttivo su larga scala richiede grandi quantità di energia e risorse, con un impatto ambientale non trascurabile.
Uno degli aspetti critici è il consumo di acqua. Ma la produzione industriale di birra richiede energia per la cottura del mosto, la fermentazione, la refrigerazione e il trasporto. Questo si traduce in emissioni di CO2, che contribuiscono al cambiamento
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