Neanche quest’anno la caccia alle balene in Islanda avrà fine. Il governo ha appena rinnovato la licenza per trucidare i cetacei nelle sue acque. Tuonano gli animalisti, che accusano il Paese di non fare abbastanza per la conservazione di questa specie vulnerabile
©Hvalavinir-Stop whaling in Iceland/Facebook
Un’altra stagione di caccia alle balene si aprirà in Islanda, dando inizio alla spietata mattanza dei cetacei nelle acque del Paese. Lo ha deciso il ministro per l’Alimentazione, l’Agricoltura e la Pesca, Bjarkey Olsen Gunnarsdóttir, concedendo la licenza per la stagione 2024 alla Hvalur hf., l’ultima compagnia baleniera d’Islanda.
In un comunicato ufficiale, il ministro ha rinnovato il permesso alla società e ha reso noto il numero di esemplari cacciabili per il corrente anno sulla base di fattori legati alla conservazione della specie e dell’ecosistema.
Saranno massacrate 128 balenottere comuni, 99 delle quali nella regione Groenlandia/Islanda occidentale e 29 nella regione Islanda orientale/Isole Faroe in un periodo che tradizionalmente va da giugno a settembre.
La decisione si basa su un approccio precauzionale e riflette la maggiore enfasi posta dal governo
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