«Se non saremo più in vita, ricordate ciò che abbiamo fatto e i nostri nomi, e scrivete sulla mia lapide in modo ben visibile: “Qui giace qualcuno che amava la vita e ha fatto tutto ciò che era in suo potere per trovare un modo per viverla”». È l’ultimo messaggio di Yaser Barbakh, 26 anni, morto nella sua casa a Rafah insieme alla sua famiglia il 23 ottobre 2023 sotto i bombardamenti di Israele sulla Striscia di Gaza seguiti all’attacco di Hamas di poche due settimane prima. Ed è solo uno dei tanti messaggi affidati ai social dai civili che vivevano nella Striscia e temevano di rimanere uccisi. Peggio: che la loro vita e la loro storia venisse dimenticata per
«Ricordate chi eravamo»: gli ultimi messaggi sui social dei civili a Gaza prima di morire
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