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Referendum Giustizia: perché stavolta il quorum non esiste (e il “No” tallona il “Sì”)

Riforma della Giustizia al bivio: la trappola dell'assenza di quorum e quel 'No' che ora tallona il Governo a pochi giorni dal voto

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Mancano due settimane al voto del 22 e 23 marzo 2026 e la confusione tra i cittadini è ancora molta. Spesso siamo stati abituati a sentire che, se non vota il 50% più uno degli elettori, il referendum è nullo. Stavolta non è così.

Ecco perché questo appuntamento elettorale sulla riforma della giustizia e la separazione delle carriere seguirà regole diverse e cosa dicono gli ultimi sondaggi.

La chiave di tutto sta nell’Articolo 138 della Costituzione.

Quello di marzo non è un referendum “abrogativo” (quello che serve a cancellare una legge esistente), ma un referendum confermativo (o costituzionale).

Nel referendum abrogativo (Art. 75), il quorum è necessario: se i cittadini non vanno a votare in massa, vince lo “status quo” e la legge resta così com’è.

Nel referendum confermativo, il legislatore ha previsto che la decisione spetti a chi partecipa, a prescindere dal numero. La Costituzione è un bene di tutti: se il Parlamento non ha approvato la riforma con una maggioranza dei due terzi, la parola torna al popolo. Chi va a votare decide per tutti, anche se l’affluenza dovesse essere bassissima.

Se fino a qualche mese fa il fronte del “Sì” sembrava godere di un ampio consenso basato sulla voglia di velocità nei processi, i dati di inizio marzo 2026 mostrano un quadro diverso.

Secondo le ultime rilevazioni nazionali, il “No” è leggermente in vantaggio, attestandosi intorno al 51,5% contro il 48,5% dei favorevoli (esclusi gli indecisi, che restano oltre il 20%).

L’assenza del quorum rende ogni singolo voto estremamente “pesante”. Non ci sarà la possibilità di “votare andando al mare”: chi resterà a casa lascerà che siano gli altri a riscrivere una parte fondamentale dell’architettura giudiziaria italiana.

Con un distacco così sottile tra i due schieramenti, la partita si giocherà tutta sull’ultima settimana di campagna elettorale e sulla capacità di mobilitare gli indecisi.

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