Produrre energia rinnovabile è un passo fondamentale, ma ripensare il destino delle pale eoliche riciclate a fine vita rappresenta una sfida altrettanto cruciale. È da questa consapevolezza che nasce un progetto capace di unire sostenibilità, architettura e visione urbana, dimostrando come anche un rifiuto industriale complesso possa diventare una risorsa concreta e visibile nelle nostre città.
Dietro questa intuizione c’è l’architetto svedese Jonas Lloyd, fondatore dello studio Lloyd’s Arkitektkontor, che ha scelto di affrontare uno dei nodi irrisolti della transizione energetica: che fine fanno le pale delle turbine eoliche quando non producono più energia?
La risposta, in questo caso, non passa per la discarica ma per l’architettura urbana.
Come le pale eoliche riciclate diventano una facciata architettonica urbana
A Lund, in Svezia, un parcheggio multipiano recentemente inaugurato ha trasformato un problema ambientale in un segno architettonico riconoscibile. L’edificio, noto come parcheggio Niels Bohr, utilizza 57 pale eoliche dismesse, destinate originariamente allo smaltimento, per rivestire l’intera facciata esterna.
Le pale, opportunamente tagliate e adattate, non svolgono una funzione strutturale portante, ma creano un involucro visivo forte e identitario. Il risultato è
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