Perizia procura di Catanzaro: “Martina uccisa dall’airbag Takata”

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La 24enne Martina Guzzi è probabilmente la prima vittima italiana dello scandalo degli airbag Takata, l’azienda giapponese (fallita nel 2017) che ha rifornito le case automobilistiche di tutto il mondo di airbag difettati e potenzialmente mortali. È la conclusione a cui sono giunti i periti della Procura di Catanzaro: la giovane donna, coinvolta in un incidente stradale lo scorso 28 maggio, non sarebbe morta a causa dello schianto ma per il cattivo funzionamento del dispositivo che avrebbe dovuto proteggerla.

PERIZIA PROCURA DI CATANZARO: AIRBAG COME UN’ARMA DA FUOCO

La perizia sembrerebbe infatti escludere un’altra lesività traumatica riconducibile all’incidente in cui è rimasta coinvolta Martina, mentre invece dal punto di vista medico legale “si può concludere che la sua morte sia in nesso di causalità diretta con un malfunzionamento del sistema di detonazione dell’airbag“. Più precisamente l’airbag, a seguito della collisione, “ha proiettato ad alta energia cinetica un corpo metallico con modalità di urto e lesività assimilabili a una ferita d’arma da fuoco“.

L’AUTO ERA STATA CONVOCATA PER UN RICHIAMO

Martina Guzzi è rimasta vittima dell’incidente il 28 maggio scorso mentre

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