“C’è ancora domani” vede il debutto alla regia di Paola Cortellesi, in un film ambientato nel 1946 ma che è ancora drammaticamente reale al giorno d’oggi. Una pellicola che non vuole fare la morale, ma vuole raccontare uno spaccato d’Italia con drammaticità e ironia
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Tutti conosciamo le enormi potenzialità di Paola Cortellesi come attrice, conduttrice ed anche cantante. Ma questa volta ha fatto di più: si è messa dietro la cinepresa ed ha fatto il suo esordio alla regia con il film “C’è ancora domani”.
Probabilmente ne avrete sentito parlare ed il motivo è semplicemente questo: tutti ne stanno parlando per la sua forza comunicativa e per il coraggio di toccare certi temi da molti considerati ancora “intoccabili”. L’esordio al botteghino dice 1,65 milioni di euro nel primo week-end di programmazione, ma il passaparola potrebbe portarlo a ben altri record.
Un film volutamente in bianco e nero ambientato nell’Italia del 1946, nei giorni cruciali del primo suffragio universale, ma che per tanti versi potrebbe essere ritrasposto a colori ai giorni nostri perché certe
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