Il Pd ha scelto la linea dura. Nel “gabinetto di guerra” organizzato tra i vertici dem la posizione emersa non prevede compromessi: il sottosegretario Andrea Delmastro e il vicepresidente del Copasir Giovanni Donzelli si devono dimettere. La bagarre in aula, la visita al carcere di una delegazione Pd all’anarchico Alfredo Cospito e rigurgiti violenti per le strade di Milano e Roma sembrano aver ripiombato l’Italia in una stagione che si pensava fosse confinata nell’antro dei ricordi. “Di fronte a grandi questioni come l’eversione, le sgrammaticature istituzionali dimostrate dal Governo sono funzionali unicamente a creare divisioni”. Enzo Amendola, deputato dem e già ministro agli Affari Europei dice a formiche.net che il premier Giorgia Meloni è chiamata a una scelta. “O fa la leader dei moderati, oppure continua a toccare tasti cari alla destra nazionalista”.
Amendola, il premier ha però invitato ad abbassare i toni a partire proprio da FdI. Non le pare un tentativo di ricucitura?
Da parte di importanti esponenti di Fratelli d’Italia abbiamo assistito a un attacco a freddo al nostro partito, che è andato avanti

