PARMA – La Procura di Parma ha chiesto 26 anni di reclusione per Chiara Petrolini, la 22enne imputata per l’omicidio premeditato e la soppressione dei cadaveri dei suoi due figli neonati, partoriti nel maggio 2023 e nell’agosto 2024.
Nel corso del processo davanti alla Corte d’Assise di Parma, la giovane ha rilasciato dichiarazioni spontanee durate circa sette minuti. Con voce calma ha respinto l’immagine di sé come assassina: “Non ho mai voluto fare del male ai miei bambini. Erano parte di me”.
Petrolini ha raccontato di non aver compreso cosa stesse accadendo durante i due parti. Nel primo caso, ha spiegato di aver avvertito dolori improvvisi e di essersi ritrovata con il neonato tra le mani, accorgendosi poi che non respirava. Nel secondo episodio, nell’agosto 2024, ha detto di aver pensato inizialmente a un malessere legato al ciclo e di aver perso i sensi dopo il parto. In entrambi i casi ha dichiarato di aver seppellito i corpi dei bambini perché convinta che fossero morti.
La giovane ha sostenuto di aver vissuto un forte dolore interiore dopo i fatti: “Fisicamente stavo bene, ma dentro ero distrutta”.
Diversa la ricostruzione dell’accusa. Secondo la pm Francesca Arienti, Petrolini avrebbe nascosto consapevolmente le gravidanze, mantenendo comportamenti incompatibili con la tutela dei feti e rifiutando controlli medici. Gli investigatori hanno inoltre trovato sul suo telefono ricerche su come anticipare il parto o provocarlo, elementi che per la Procura dimostrerebbero una condotta deliberata.
Il procuratore Alfonso D’Avino ha chiesto la condanna a 26 anni di carcere, riconoscendo le attenuanti generiche legate alla giovane età e all’immaturità evidenziata dalla perizia psichiatrica, ma ritenendole equivalenti alle aggravanti contestate.

