Padre Giuseppe Ambrosoli, il modello di «Beato» al servizio degli altri
di Francesca Ambrosoli
La messa a Ronago, città natale del medico missionario in provincia di Como, in concomitanza con la cerimonia di beatificazione a Kalongo in Uganda
«Ha curato le ferite del corpo e dell’anima»: così monsignor Luigi Bianco, nunzio apostolico in Uganda, ha ricordato padre Giuseppe Ambrosoli alla cerimonia di beatificazione del medico missionario avvenuta domenica a Kalongo, in contemporanea con la messa celebrata per lui a Ronago, sua città natale in provincia di Como. Era cugino di mio nonno paterno, e presentando a Milano un libro sulla vicenda di mio padre Giorgio ripensavo anche alla sua storia. Due testimonianze di impegno che è bello riportare soprattutto ai giovani.
Padre Giuseppe ha sempre creduto di dover fare la propria parte per aiutare gli altri. Per questo si iscrisse a Medicina e divenne medico chirurgo. Ma il suo sogno era ancora più grande. Voleva stare accanto agli ultimi della Terra e voleva farlo da missionario. Così, dopo la laurea, bussò alla porta dei Missionari Comboniani e chiese: «Volevo sapere se nel vostro istituto un