Comunista, schmittiano per compensazione e occhio critico puntato sul mondo. Sono sufficienti poche parole per descrivere Mario Tronti perché la sua voce è chiara. Secondo Tronti, chi invece non sa più come parlare è il Partito Democratico, che dovrebbe porsi delle priorità: partire da una classe dirigente all’altezza dei tempi, rappresentare una parte della società, troncare con i Cinque Stelle, conoscere il proprio nemico e farsi trovare intellettualmente pronto difronte alle sorprese che riserva “il mondo grande e terribile”.
Partiamo da una parola: sinistra. Cosa indica, oggi, e quali interessi dovrebbe rappresentare questa parte per poter essere definita tale?
Da com’è messa la sinistra, non solo in Italia ma in Europa e nel mondo occidentale, credo che si tratti di una parola politicamente debole, deteriorata e neutralizzata. Difatti, molti affermano: “non c’è più la sinistra, non c’è più la destra”. In realtà, le due postazioni contrapposte esistono ancora. Però, nella concezione generale questo termine non evoca qualcosa di preciso, tant’è vero che coloro che si reputano di sinistra preferiscono dirsi “progressisti”. Bisognerebbe fare uno sforzo creativo per inventare

