“Non si può barattare la natura con i voti”: lupo, chi ti protegge ora? La Convenzione di Berna fa marcia indietro

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La decisione di declassare il lupo da “specie rigorosamente protetta” a “specie protetta” suscita forte preoccupazione tra gli ambientalisti, e non solo. La politologa e naturalista esperta di biodiversità Valeria Barbi racconta a GreenMe i rischi per la conservazione della specie e denuncia l’influenza di pressioni politiche

@Canva

Il futuro del lupo in Europa è a rischio. La Convenzione di Berna, istituzione cardine adottata nel 1979 per tutelare flora e fauna selvatiche (così come il loro ambiente naturale), ne ha infatti decretato il declassamento da “specie rigorosamente protetta” a “specie protetta”. È una decisione che ha il sapore amaro di una resa, un cedimento alle pressioni di chi vede in questo canide un nemico da abbattere, e non un elemento fondamentale della biodiversità.

La notizia è giunta nonostante gli appelli di scienziati, associazioni ambientaliste e centinaia di migliaia di cittadini. Il Comitato permanente della Convenzione, composto da 50 Stati membri, ha optato per una scelta che suscita sincera preoccupazione tra gli ambientalisti.

Come spiega la politologa e naturalista esperta di biodiversità Valeria Barbi, prima di questa decisione

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