Home Cronaca Morto Bruno Contrada: si chiude il sipario su un’epoca di segreti e...

Morto Bruno Contrada: si chiude il sipario su un’epoca di segreti e ombre

Scompare l’uomo che incarnò il confine tra Stato e poteri oscuri. Dalla condanna per mafia alla sentenza di Strasburgo, i misteri che porta con sé.

0
10

E’ morto questa mattina a Palermo Bruno Contrada. L’ex dirigente della Polizia di Stato aveva 94 anni ed era stato anche numero tre del Sisde. Era stato al centro di controverse vicende legate alla mafia. Era stato condannato a 12 anni per l’accusa di concorso esterno finendo di scontare la pena nel 2012.

Contrada era nato a Napoli il 2 settembre 1931 ma aveva svolto tutta la sua carriera professionale in Sicilia. Tra i vari incarichi aveva ricoperto anche quello di capo della Squadra mobile di Palermo e capo della sezione siciliana della Criminalpol. Fu coinvolto nelle indagini sui rapporti tra servizi segreti italiani e criminalità, culminati nella strage di via D’Amelio. Fu arrestato il 24 dicembre 1992, assolto in appello, è stato condannato in via definitiva nel 2007 a 10 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa.

Nel 2011-12 venne respinta la richiesta di revisione del processo e sempre nel 2012 finì di scontare la pena. L’11 febbraio 2014 la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato lo Stato italiano poiché ha ritenuto che la ripetuta mancata concessione degli arresti domiciliari a Contrada, sino al luglio 2008, pur se gravemente malato e malgrado la palese incompatibilità del suo stato di salute col regime carcerario, fosse una violazione delle norme relative al divieto di trattamenti inumani o degradanti.

Il 13 aprile 2015 la stessa Corte europea dei diritti umani ha condannato lo Stato italiano stabilendo un risarcimento per danni morali da parte dello Stato italiano perché non doveva essere condannato per concorso esterno in associazione mafiosa dato che, all’epoca dei fatti (1979-1988), «il reato non era sufficientemente chiaro, né prevedibile da lui. Contrada non avrebbe potuto conoscere le pene in cui sarebbe incorso».

In seguito a ciò, nel giugno 2015 è incominciata la revisione del processo di Contrada, poi respinta il 18 novembre. Gli avvocati di Contrada hanno presentato istanza di revoca della condanna, respinta dalla corte d’appello di Palermo, e infine accolta nel 2017 dalla corte di Cassazione, che ha dichiarato “ineseguibile e improduttiva di effetti penali la sentenza di condanna”.

La Corte di Cassazione ha chiuso quindi la vicenda perché il fatto non era previsto come reato all’epoca degli eventi contestati, in accoglimento della sentenza di Strasburgo.

Il 14 ottobre 2017 l’allora capo della Polizia Franco Gabrielli ha revocato il provvedimento di destituzione di Contrada, reintegrandolo come pensionato nella Polizia di Stato. La revoca della destituzione è retroattiva e parte dal gennaio 1993, data della rimozione dal servizio.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.