“Mio padre era un minatore, coltivavamo verdure per sopravvivere. Spero che a Sanremo non mi facciano cantare, non so ancora leggere le note”: parla Irina Shayk

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Prima le passerelle internazionali, le copertine patinate e le relazioni con Cristiano Ronaldo e Bradley Cooper. Ora, il palco del Teatro Ariston. Irina Shayk si prepara a debuttare come co-conduttrice della quarta serata del Festival di Sanremo 2026 al fianco di Carlo Conti. Alla vigilia di questo nuovo traguardo, la top model quarantenne ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera, svelando lati inediti di sé e ricordando un’infanzia segnata dalla povertà estrema, lontanissima dai riflettori che oggi la circondano.

Dalle miniere al Kazakistan fino all’Ariston

“Non immaginavo di diventare una top model”, confida Shayk al Corriere. Le sue radici affondano in un piccolo villaggio remoto al confine tra la Russia e il Kazakistan: “Mio padre era un minatore, vivevo una vita molto semplice”. Una semplicità che spesso sfociava nella mera sopravvivenza: “Non avevamo la macchina, raggiungevamo sempre a piedi il nostro campo per coltivare le verdure, per sopravvivere durante l’inverno. Avevamo solo una tv in bianco e nero che a volte non funzionava”. Oggi, guardando indietro, la modella sottolinea quanto sia stato fondamentale non montarsi la testa dopo

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