Ce ne sarebbero almeno sei nel capoluogo lombardo: «Chissà se i clienti ordinerebbero lo stesso sapendo che i loro piatti arrivano da lì»
Capannoni industriali, al cui interno si nascondono cucine che funzionano solo ed esclusivamente per il servizio di delivery. Si chiamano dark kitchen e sono in costante crescita in tante città italiane. A raccontare il fenomeno sul Corriere è Daniel Hagos, rider 29enne di origini eritree, che fa consegne a domicilio per arrotondare, ma è uno studente del Politecnico di Milano e ha collaborato con il Dastu, il Dipartimento di studi urbani. «Il cliente che ha ordinato su una piattaforma il sushi, la pizza o il pollo fritto in un ristorante che conosce suppone venga preparato lì: in


