L’incidente di Mestre, in cui un autobus elettrico di linea è precipitato da un cavalcavia, ha scosso profondamente l’opinione pubblica e ha confermato l’esistenza di gravi carenze nelle infrastrutture italiane. L’episodio in cui 21 persone (incluso il conducente) hanno perso la vita e altre 15 sono rimaste gravemente ferite ha acceso il dibattito su diverse potenziali cause e responsabilità. Tra queste, emergono il cedimento della barriera stradale, vecchia e arrugginita, e la probabile presenza di un guasto allo sterzo del bus. Un problema, sostiene Diego Brambilla, segretario di Federispettori in un post Linkedin, legato alla possibilità per i mezzi pesanti di circolare legalmente anche con la revisione scaduta, un’abitudine tollerata e diffusa prima dell’esternalizzazione degli ispettori autorizzati dal Ministero. Tuttavia, bisogna fare alcune riflessioni più ampie.
LA REVISIONE SCADUTA: UN FATTORE DETERMINANTE?
Brambilla ha sollevato una questione importante in un post Linkedin: il bus coinvolto nell’incidente aveva la revisione scaduta. Questa anomalia, purtroppo, è consentita dalla legge italiana che permette ai veicoli di circolare con la sola prenotazione della revisione, una pratica che differisce nettamente dal resto dell’Unione Europea.
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