L’intervista dell’ex volto degli 883 a “Vanity Fair”: «Sanremo? Sono tutti lì a vedere cosa puoi sbagliare, non cosa puoi fare bene»
Se Mauro Repetto non fosse partito, «sono abbastanza sicuro che a un certo punto avremmo abbandonato la musica con tutti i rischi contrattuali del caso, avremmo trovato altro da costruire insieme». Parola di Max Pezzali, protagonista del numero di Vanity Fair in edicola il 31 dicembre. Alla rivista di cultura e costume, il membro dello storico duo 883 ripercorre i primissimi momenti della sua carriera musicale: «Sono stato uno sfigato di proporzioni abbastanza monumentali fino al 1982-1983, finché a un certo punto ho spostato la mia attenzione sulla musica, su un genere un po’ ostico per sentirmi culturalmente


