Agisce al Verano. Condannato per ricettazione a due anni e quattro mesi. Il precedente del 2014. E l’accusa di aver rubato anche le ceneri di Elena Aubry
Marco Conocchia ha 53 anni e uno strano hobby. «Amo le immagini di donne morte. Adoro ammirare i volti. Ma devono essere belle e giovani». Per questo da una decina d’anni si aggira tra le lapidi del cimitero del Verano a Roma. E ieri è stato condannato per la seconda volta a due anni e quattro mesi di galera per il reato di ricettazione. Anche perché è recidivo: negli anni ne ha portate a casa 358. Tutte disposte nella sua camera da letto, alcune incorniciate. «Amo anche i cimiteri. Ma dopo un po’


