Aveva vinto il Premio Sakharov 2023 per la libertà di pensiero, un riconoscimento assegnato anche al movimento iraniano “Donna, Vita, Libertà”, ma ora le autorità di Teheran impediscono alla famiglia di Mahsa Amini di andare a ritirarlo a Strasburgo
Non c’è pace per Mahsa Amini: martedì 12 dicembre, la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, assegnerà il Premio Sacharov 2023 per la libertà di pensiero a Jina Mahsa Amini e al movimento Donna, vita, libertà in Iran. Ma la famiglia di Mahsa non ci sarà.
Al padre, alla madre e al fratello della giovane giovane curda-iraniana, morta l’anno scorso mentre era in custodia della polizia morale per avere indossato il velo “non correttamente”, le autorità iraniane hanno infatti ritirato i passaporti e impedito di uscire dal Paese.
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Come riferiscono Radio Farda e l’attivista iraniana in esilio Masih Alinejad, tutta la famiglia è stata fermata all’aeroporto di Teheran. Da lì, doveva recarsi in Francia a Strasburgo, per

