L’ottobrata pericolosa.

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Non piove e non pioverà.
E mentre ci sentiamo felici per il fatto che possiamo continuare a postare foto mentre ci facciamo il bagno al mare, ci siamo giocati anche ottobre.
Parlare di clima in questo periodo è un’eresia, in un paese che sembra aver risolto tutti i suoi problemi con la vittoria alle elezioni del “nuovo che avanza”.
La foto è di un affluente del Po, il fiume Enza (riprese a Ciano d’Enza), ridotto a torrente, con 3/4 dell’alveo in secca. Avanti con questa siccità e la prossima estate sarà un disastro.
Al nord i laghi ai minimi storici per il periodo, temperature sopra la media e poche precipitazioni rischiano di allungare la coda della stagione più siccitosa di sempre anche ai mesi autunnali rischiando di pesare sugli scenari futuri.

Il bollettino del 13 ottobre rappresenta che la grave crisi idrica che ha pesantemente caratterizzato i mesi primaverili e, soprattutto, quelli estivi appena trascorsi, sta proseguendo la sua lunga coda anche nel corso di questo inizio di stagione autunnale nel distretto del fiume Po. La quasi totalità della pianura Padana resta saldamente ancorata ad indicatori idro-meteo-climatici del tutto negativi sotto le medie e le scarse precipitazioni cadute nella prima decade di Ottobre, per lo più in maniera disomogenea sul territorio, non hanno inciso in maniera sufficiente per stravolgere o almeno invertire gli equilibri preesistenti.

Questi i valori attuali delle portate del fiume Po nelle stazioni di riferimento: Piacenza 297 mc/s, a fronte di un valore della media del periodo che dovrebbe invece misurare 770 mc/s; Cremona 387 mc/s, invece di 961 mc/s); Boretto (RE) 447 mc/s, invece di 1015 mc/s); Borgoforte (MN) 502 mc/s, invece di 1126 mc/s; Pontelagoscuro (FE) 498 mc/s, invece di 1213 mc/s.

Le piogge all’orizzonte sono previste solo in chiusura del mese, mentre le temperature registrate nella prima decade di ottobre risultano al di sopra anche di 2/3 gradi nei valori massimi rispetto alle medie del periodo. Oltre a questo va segnalato come il gap idrico accumulato da inizio anno abbia, al contempo, inciso sull’impoverimento delle falde sotterranee che hanno così assorbito quasi tutte le piogge più recenti confermando un generale scenario idrologico – sia del Grande Fiume che quello dei suoi affluenti – assai deficitario.

Il Cuneo salino del Po è incredibilmente dentro il delta a 15-17 km.
E come dice qualcuno, se piove si allaga il mondo mentre cime di sapienza vestiti da giornalisti, potranno prendere in giro i “gretini” con una qualsiasi sciocchezza gettata come il pane alle carpe. Il tutto mentre sprofondiamo in una crisi politica, economica e sociale senza precedenti.

fonte: https://www.adbpo.it/wp-content/uploads/2022/10/17_Bollettino_12ottobre22_Osservatorio.pdf

foto: twitter @granmartello

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