I toni sembrano ultimativi e perentori, ma la sostanza è malleabile. Giuseppe Conte sta imparando a muoversi da leader e con invidiabile scelta dei tempi irrompe nella pre-campagna elettorale in Lombardia. Come si ricorderà, il M5S è l’unico a non aver ancora proposto alcun nome per il Pirellone, a differenza del centrodestra che ha candidato l’uscente Attilio Fontana, del Terzo polo che ha messo in campo Letizia Moratti e del Pd che ha schierato l’eurodeputato Pierfrancesco Majorino. Proprio di quest’ultimo ha parlato Conte durante una conferenza stampa in video collegamento con il gruppo consiliare 5Stelle riunito a Palazzo Pirelli. Un intervento atteso soprattutto a sinistra.
Così Conte in video-collegamento con il M5S lombardo
In Lombardia i grillini stanno tra l’8 e il 10 per cento. Una percentuale che potrebbe dare un filino di speranza alle ambizioni del Pd. E anche Conte, dal canto suo, toni a parte, sembra aver tanta voglia di chiudere l’accordo. «Non vogliamo discutere Majorino, sì o no – ha esordito -. Me ne è stato parlato bene, ma non discuto della persona, noi siamo disponibili a parlare con massimo rispetto ad altre forze politiche, ma non siamo la succursale di nessuno e non siamo disponibili a bollinare le scelte di altri». E questa è la propaganda tipica di queste situazioni.
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Poi, però, Conte cambia registro: «Se il Pd vuole sedere a tavolo con il M5S il M5S è disponibile – dice infatti – ma dobbiamo farlo con il rispetto della persona. Se il percorso verrà condiviso si potrà presentare alla Lombardia un’offerta competitiva». Per ora, però, aggiunge, «il candidato è una questione da accantonare». Conte non ne fa una questione personale. Dice, anzi che di Majorino gli hanno parlato come di «una persona in

