Houston, abbiamo un problema… di accenti. Purtroppo è arrivato il momento di affrontare l’elefante nella stanza dietro alla seconda stagione di Lolita Lobosco, grande successo di Rai1 con protagonista Luisa Ranieri, ma anche dietro a tantissime produzioni trasmesse in tv e proiettate in sala: il cinema italiano ha serie difficoltà a misurarsi con quelle sfumature di linguaggio e di colore che, se fossero fatte come si deve, sarebbero in grado di fare la differenza. Purtroppo la maggior parte delle volte questo miracolo che viene addirittura studiato nelle più prestigiose scuole di recitazione italiane – dal Centro Sperimentale di Roma alla Paolo Grassi di Milano – non avviene, perché in Italia le serie, i film e le fiction o si girano in italiano standard, o si girano in romano – soluzione che va per la maggiore, fotografata in maniera impeccabile da Emanuela Fanelli in quel capolavoro di A piedi scarzi all’interno di Una pezza di Lundini – o si girano con degli accenti che vengono preparati in fretta e furia, caricando la parlata senza lavorarci su come fanno gli americani –
Lolita Lobosco 2 e quel problema chiamato «accento»
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