Le piramidi non sono state sollevate come pensavamo: una “forza dimenticata” ha contribuito a costruire il più grande mistero dell’Egitto

Quando pensiamo alle piramidi egizie, immaginiamo rampe infinite, corde tirate da centinaia di uomini e blocchi di pietra trascinati sotto il sole. È un’immagine potente, quasi cinematografica, che ci accompagna da decenni. Ma se non fosse andata davvero così? Se dietro una delle più grandi imprese dell’umanità ci fosse stata una forza naturale che abbiamo...

Archeologia

Una nuova teoria scientifica suggerisce che l’acqua, non solo la forza umana, abbia reso possibile l’impresa delle piramidi

Ilaria Rosella Pagliaro

25 Gennaio 2026

Quando pensiamo alle piramidi egizie, immaginiamo rampe infinite, corde tirate da centinaia di uomini e blocchi di pietra trascinati sotto il sole. È un’immagine potente, quasi cinematografica, che ci accompagna da decenni. Ma se non fosse andata davvero così? Se dietro una delle più grandi imprese dell’umanità ci fosse stata una forza naturale che abbiamo sempre sottovalutato, silenziosa e invisibile: l’acqua.

Le piramidi non sono semplicemente antiche. Sono precise, massicce, quasi ostinatamente perfette. Costruite oltre 4.500 anni fa, con milioni di blocchi di pietra dal peso medio di due tonnellate e mezzo, continuano a mettere in difficoltà anche gli ingegneri moderni. Nessuna elettricità, nessun acciaio, nessun motore. Eppure sono ancora lì. Da sempre ci chiediamo


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