La storia del revenge porn a Cinisello Balsamo non è finita con la condanna al braccialetto elettronico per l’uomo che ha tappezzato la città di foto intime della sua ex. Fogli A4 appesi ovunque per mesi con il nome, il cognome e il numero di telefono della vittima. Che oggi ha raccontato la sua storia al Corriere della Sera. Accusando le forze dell’ordine: «Da quando è iniziato questo terrore, ho presentato una decina di denunce. Ho incontrato personale empatico, però non hanno i mezzi, non hanno abbastanza pattuglie. O meglio, i tempi della giustizia, per noi comuni cittadini, sono lunghi. Troppo lunghi. Se mi sono salvata da un epilogo peggiore, tragico — poteva avvenire di tutto, forse sarebbe avvenuto —
«Le mie foto intime sui muri di Cinisello Balsamo e 10 denunce inutili: la giustizia è troppo lenta per tutelare le vittime»
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