“Arriviamo a questa giornata del 25 novembre con l’orrore nel cuore per la scomparsa di Giulia.
Ma anche con la rabbia e con parole nuove. Parole nuove che stanno diventando di tutti e tutte. Finalmente si accetta la tossicità maschile come problematica universale da indagare. Non più la narrazione del raptus, della follia, del “troppo amore”.
La sollevazione contro titoli di giornale e foto di fidanzati innamorati è stata pressoché unanime. Non avremmo voluto certo arrivarci a discapito di altre vite perdute. Di corpi di donna gettati, deturpati, come giocattoli rotti, rinchiusi in gabbie, muri, buttati in fiumi, laghi, dirupi.
Dopo centinaia di colpi, di calci, di coltellate. Non ci interessa solo la repressione più dura. Non ci interessa solo il compito che può avere la scuola.


