Il 2025 non è stato un anno gentile con la scienza. In molti Paesi, soprattutto negli Stati Uniti, la ricerca si è mossa in un clima complicato, fatto di tagli ai finanziamenti pubblici, pressioni politiche sulle università, mobilità internazionale sempre più difficile. Un contesto che ha messo in difficoltà ricercatori e istituti proprio mentre le crisi ambientali, sanitarie e tecnologiche chiedevano risposte rapide e solide.
Eppure, anche in questo scenario fragile, la scienza non ha smesso di produrre conoscenza. A raccontarlo sono le dieci storie selezionate ogni anno dalla rivista Nature, una sorta di fotografia del presente che va oltre i numeri e le pubblicazioni. Non una gara, ma un insieme di persone e scelte che aiutano a capire dove sta andando la ricerca e perché ci riguarda tutti.
Un anno che ha reso evidente quanto la scienza sia vulnerabile alla politica
Nel 2025 il confine tra decisioni politiche e metodo scientifico è apparso più sottile del solito. Negli Stati Uniti, il ridimensionamento dei fondi federali e le interferenze nelle agenzie pubbliche hanno avuto effetti immediati. La storia di Susan
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