Il dramma del quattordicenne di Santi Cosma e Damiano entra in una fase giudiziaria cruciale. La morte di Paolo Mendico, avvenuta l’11 settembre 2025, non è più solo una tragedia privata, ma il fulcro di due inchieste parallele che cercano di dare un nome ai responsabili di quel “vaso traboccato” dopo mesi di vessazioni.
Le accuse: stalking tra i banchi
La Procura dei Minori di Roma ha iscritto sul registro degli indagati quattro coetanei di Paolo (oggi tra i 16 e i 17 anni). L’ipotesi di reato è stalking: i ragazzi avrebbero perseguitato la vittima con insulti omofobi e denigratori – legati alla sua chioma bionda che gli valeva soprannomi come “Paoletta” – provocandogli uno stato di ansia tale da rendere la scuola, l’istituto Pacinotti di Fondi, una vera e propria “prigione”.
Il fronte investigativo
Mentre la Procura di Roma procede per atti persecutori, quella di Cassino prosegue l’indagine per istigazione al suicidio, attualmente a carico di ignoti. Gli esperti del RACIS dei Carabinieri stanno ultimando l’analisi tecnica di smartphone e computer: si cercano le tracce degli ultimi messaggi ricevuti da Paolo prima del gesto estremo e le prove delle vessazioni documentate anche nel suo diario personale. La chiusura di questo filone è prevista tra marzo e aprile.
Omissioni e sospensioni:
la scuola nel mirino
Un punto chiave dell’indagine riguarda un messaggio audio inviato dalla psicologa dell’istituto alla vicepreside, in cui si lanciava l’allarme sul bullismo nella classe di Paolo. Il sospetto degli inquirenti è che l’allerta sia rimasta inascoltata. Al momento, il Ministero ha già adottato provvedimenti drastici quali la sospensione della preside Gina Antonietti e delle docenti Floriana Forte e Teresa Di Viccaro.
Il grido del padre
La famiglia Mendico non accetta l’ipotesi della fatalità. Secondo il padre di Paolo, le richieste di aiuto tramite WhatsApp inviate ai professori sarebbero state ignorate: «Abbiamo segnalato il suo dolore più volte, nessuno si è mosso». La giustizia dovrà ora stabilire se, oltre alla crudeltà dei compagni, a uccidere Paolo sia stata anche l’indifferenza degli adulti.


