Negli ultimi giorni l’attenzione sanitaria in provincia di Latina è salita ai massimi livelli a causa di un sensibile aumento dei casi di epatite A. Secondo gli ultimi aggiornamenti forniti dalla Asl di Latina, sono già ventiquattro le persone che hanno contratto l’infezione in diversi comuni del territorio (ma analoga situazione si registra nella confinante regione Campania). La situazione ha spinto l’azienda sanitaria ad attivare una task force specifica per monitorare i focolai e avviare controlli serrati, specialmente all’interno della rete dei ristoranti e dei punti vendita di prodotti ittici.
L’infettivologo Matteo Bassetti è intervenuto sulla questione spiegando che il virus si diffonde principalmente attraverso il consumo di alimenti o acqua contaminati da materiale fecale. Nell’agro pontino il sospetto principale ricade sui frutti di mare, in specie alcuni di essi, che potrebbero essere entrati in contatto con acque sporche a causa di malfunzionamenti nei sistemi fognari o negli scarichi. Bassetti ha messo in guardia dal consumo di frutti di mare crudi o non cotti bene, veicolo privilegiato di trasmissione del contagio.
Per proteggere la propria salute, la regola d’oro suggerita dai medici è quella di cuocere sempre molto bene ogni tipo di mollusco, poiché il calore è l’unico strumento capace di uccidere il virus dell’epatite A. Mangiare frutti di mare crudi o solo leggermente scottati rappresenta oggi un rischio troppo alto per la salute pubblica che sarebbe meglio non correre.
Ma c’è anche un’altra possibile strada da seguire, quella della vaccinazione. Bassetti ha sottolineato che chi ama mangiare pesce crudo con frequenza dovrebbe considerare seriamente di vaccinarsi, un consiglio che vale soprattutto per le persone più fragili o per chi vive a stretto contatto con persone già contagiate, dato che il virus può trasmettersi facilmente anche all’interno dello stesso nucleo familiare.
Riconoscere i sintomi è altrettanto importante: l’infezione spesso inizia con segnali simili a quelli di una normale influenza, come febbre, nausea e stanchezza, per poi manifestarsi in modo più evidente con il tipico colorito giallastro della pelle e degli occhi, noto come ittero. In presenza di questi disturbi è fondamentale rivolgersi subito al proprio medico per evitare complicazioni e limitare la circolazione del virus nella comunità.


