Quanto sta funzionando a Napoli il decreto Caivano? Per la risposta la scelta è tra pochissimo e niente. Baste seguire le cronache delle ultime ore. Coltelli in tasca, spari in pieno centro per “fare festa” e risse. La morte di Giògiò non ha insegnato nulla, né spaventa una generazione che si porta dietro le armi anche quando va in giro per divertirsi. Nelle sere della movida i minori continuano ad essere protagonisti di azioni violente e di sicuro non sono impressionati da quanto previsto nel dispositivo voluto dalla premier Meloni.
Quanto sta funzionando a Napoli il decreto Caivano? Per la risposta la scelta è tra pochissimo e niente
L’episodio degli spari di un 14enne (poi fermato) in Galleria per festeggiare il compleanno è emblematico. Così come il gesto del 15enne che nel salernitano ha sparato a un suo docente con una pistola a pallini. La sera di sabato scorso la zona collinare del Vomero era militarizzata, con forze dell’ordine e polizia municipale a presidiare piazze e zone ad alta concentrazione giovanile tra baretti e pub fino a tarda notte. Ma


