Sicuro. Senza l’emergenza sanitaria causata dalla pandemia, il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) non avrebbe mai visto la luce. Eppure la sanità, devastata dal Covid, non ha ricevuto nemmeno un decimo della somma complessiva stanziata nel Pnrr. Ripartizione (rectius penalizzazione) davvero singolare. Roba che un marziano sbarcato a Roma penserebbe tuttora a uno scherzo, o a un abbaglio da parte degli organi di informazione. E pensare che le cronache quotidiane sono più ripetitive di un rosario nel raccontare i disagi, le difficoltà, le carenze nel settore più importante per la vita di ciascuno. Macché.
La spia più eloquente del malessere sanitario è la scarsità di medici. Curarsi sul serio è ormai diventato un lusso, come vivere a Montecarlo. Attese logoranti per i pazienti. Cure rinviate nel tempo. Turni massacranti per medici, infermieri e operatori vari. Mortalità in aumento, tra i malati, rispetto agli anni pre-pandemici. Reparti ospedalieri in affanno, a iniziare, quasi ovunque, dal Pronto soccorso, dove, per gli addetti, è necessaria una cospicua dose di eroismo per riuscire a reggere ritmi di lavoro sempre più

