Il passaggio di Bialetti alla holding d’investimento legata al magnate cinese Stephen Cheng segna una svolta per l’icona italiana del caffè. Tra rischi e opportunità, cosa ci racconta questa operazione sul destino del Made in Italy?
@Canva
Era il 1933 quando Alfonso Bialetti rivoluzionò la colazione degli italiani inventando la Moka Express. Oggi, più di 90 anni dopo, quell’icona nazionale cambia bandiera: il 78,56% delle quote di Bialetti Industrie è stato acquistato da Nuo Capital, holding d’investimento legata al magnate cinese Stephen Cheng. Una notizia che fa rumore, non solo per la dimensione economica dell’operazione (valutata oltre 42 milioni di euro), ma per il suo valore simbolico.
Cosa significa davvero questo passaggio di proprietà per il Made in Italy? È l’ennesimo segnale di debolezza del sistema industriale italiano o può essere letto come un’occasione strategica per rilanciare un marchio in difficoltà?
La realtà è più complessa di quanto sembri. Bialetti, sebbene nel cuore degli italiani, da tempo navigava in acque agitate. Dopo la quotazione in Borsa nel 2007, l’azienda ha affrontato una concorrenza crescente nel settore delle
Leggi tutto: https://www.greenme.it/esg/la-moka-va-in-oriente-cosa-significa-davvero-la-cessione-di-bialetti-a-nuo-capital/
LaCittaNews è un motore di ricerca di informazione in formato magazine, aggrega e rende fruibili, tramite le sue tecnologie di ricerca, in maniera automatica, gli articoli più interessanti presenti in Rete. LaCittaNews non si avvale di nessuna redazione editoriale. => DISCLAIMER

