Nel 2020, il Botswana ha assistito alla morte di massa di oltre 350 pachidermi. Un nuovo studio pubblicato su Science of the Total Environment indica l’avvelenamento da cianobatteri come probabile causa, un fenomeno amplificato dalla crisi climatica e destinato a ripetersi con crescente frequenza
@Canva
Nel 2020, nel cuore del Botswan, oltre 350 elefanti sono stati rinvenuti morti nel delta dell’Okavango, il nono fiume più lungo dell’Africa.
Le immagini di questi giganti che camminavano in cerchio prima di crollare senza vita hanno alimentato un’ondata di teorie sulle possibili cause. Oggi, grazie a un nuovo studio pubblicato sulla rivista Science of the Total Environment, il velo di mistero sembra finalmente squarciarsi.
La ricerca, condotta da un team internazionale di scienziati, indica come probabile causa della moria di massa l’avvelenamento da cianobatteri, microrganismi acquatici noti anche come alghe verdi-azzurre. Questi organismi, in determinate condizioni, possono produrre tossine letali per gli animali e per l’uomo.
“Si tratta del più grande episodio di moria di elefanti documentato con causa sconosciuta“, ha raccontato al Gaurdian Davide Lomeo,
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