L’estrazione di sabbia minaccia gli ecosistemi. Dalla Cina arriva un’alternativa: la sabbia artificiale, prodotta da rocce e scarti minerari, che oggi copre quasi il 90% del fabbisogno nazionale. Un modello per un’edilizia più sostenibile?
19 Settembre 2025
@Canva
La seconda risorsa naturale più sfruttata al mondo dopo l’acqua sta iniziando a scarseggiare: la sabbia. Non quella dei deserti, inadatta per costruire, ma quella prelevata da fiumi e coste a un ritmo che sta devastando gli ecosistemi. Mentre il problema diventa globale, la Cina sembra aver trovato una soluzione su larga scala, sostituendo quasi del tutto la sabbia naturale con una artificiale, prodotta da rocce e scarti industriali. Il problema nascosto in un granello di sabbia
La sabbia è fondamentale per produrre il calcestruzzo necessario a costruire case, strade e infrastrutture. Ogni anno, l’umanità ne estrae circa 50 miliardi di tonnellate, una cifra insostenibile. L’estrazione intensiva, tuttavia, ha un costo altissimo: la rimozione di sabbia da fiumi e coste ne accelera
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