A quanto pare la bevanda, le cui ricette sono state tramandate oralmente di generazione in generazione, divenne popolare in Indonesia durante il Regno di Mataram, regno indo-buddista che governò la parte centrale dell’isola di Giava dal VII all’VIII secolo. Fu allora che i reali chiesero ai guaritori tradizionali di preparare dei rimedi naturali per scopi medicinali, ma anche per eseguire rituali di bellezza, termali e cerimoniali.
Fu così che i guaritori diedero vita a miscele segrete di erbe, frutta e fiori, somministrate per mantenere la pelle sana, prolungare la giovinezza, prevenire le malattie, disintossicare il corpo, ma anche assicurare il benessere mentale, aumentando l’energia e la concentrazione. Jamu infatti appartiene alla medicina tradizionale indonesiana e come tale non può essere considerato una semplice bevanda disintossicante, è molto di più.
La sua fama diminuì drasticamente sono negli anni 80′ e ’90 quando la medicina occidentale si diffuse capillarmente nel paese. Tuttavia negli ultimi anni le pratiche di guarigione tradizionali hanno riacquistato popolarità, in linea con un nuovo concetto di benessere che non include solo la salute fisica, ma anche quella
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