Nell’Unione europea l’Italia è il Paese più generoso nei confronti del settore agricolo, avendo erogato oltre un miliardo di euro alle aziende del settore tramite gli aiuti di Stato. Ammessi in via eccezionale nell’Unione europea, nell’ultimo anno questi pagamenti diretti sono stati autorizzati da Bruxelles a seguito dello scoppio della guerra in Ucraina e della conseguente esplosione dei costi di materie prime ed energia. Si starebbero rivelando però “pericolosi” in termini di distorsione del mercato e iniqui dal punto di vista delle aziende che non vi hanno avuto accesso. Il nostro Paese non è il solo ad aver fatto ampio ricordo a questo strumento, ma è uno dei pochi che ne avrebbe “abusato”, andando ben oltre la necessità di rispondere all’inflazione e supportare le imprese, secondo i calcoli del think tank del settore agricolo Farm Europe.
Aiuti eccezionali
Dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, la Commissione europea nel marzo scorso aveva annunciato il ricorso a due misure “eccezionali”. In primo luogo ha attivato la riserva di crisi, uno strumento previsto dalla Politica agricola comune (Pac) per un importo di circa


