
Iniziò tutto con un gatto: 100 anni di stranezze quantistiche dietro la tecnologia che usiamo ogni giorno
Tutto cominciò con un gatto. Un gatto chiuso in una scatola, vivo e morto allo stesso tempo, almeno finché qualcuno non decise di guardare. Un’immagine assurda, quasi ironica, nata per spiegare quanto la fisica quantistica fosse distante dall’esperienza quotidiana. A distanza di cento anni, però, quella stranezza teorica è uscita dai laboratori ed è entrata...
Tutto cominciò con un gatto. Un gatto chiuso in una scatola, vivo e morto allo stesso tempo, almeno finché qualcuno non decise di guardare. Un’immagine assurda, quasi ironica, nata per spiegare quanto la fisica quantistica fosse distante dall’esperienza quotidiana. A distanza di cento anni, però, quella stranezza teorica è uscita dai laboratori ed è entrata silenziosamente nelle nostre case, negli ospedali, negli smartphone, perfino nei supermercati.
Un secolo fa la meccanica quantistica spiazzava gli stessi scienziati che l’avevano costruita. Oggi è la base invisibile di tecnologie che diamo per scontate, come i laser, i microchip, le comunicazioni sicure e i sistemi di calcolo più avanzati. È una rivoluzione che non fa rumore, ma che ha cambiato il mondo molto più di quanto immaginiamo.
Quando la fisica quantistica nacque come teoria incomprensibile
A ricostruire questo lungo viaggio è una nuova analisi pubblicata su Science da Marlan Scully, professore alla Texas A&M University e affiliato anche alla Princeton University. Nel suo racconto la fisica quantistica smette di essere una disciplina astratta e diventa una storia fatta di intuizioni geniali, errori, idee considerate
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