L’opera “Clio, musa della storia” dipinta nel 1632 da Artemisia Gentileschi continua a suscitare interrogativi sul suo significato
@Palazzo Blu
A Pisa, presso Palazzo Blu, si conserva un’opera affascinante di Artemisia Gentileschi: “Clio, musa della storia”, dipinta nel 1632 a Napoli. Questo capolavoro non solo testimonia il legame tra l’artista e le sue radici pisane, ma continua a suscitare interrogativi sul suo significato profondo. Alcuni studiosi hanno interpretato l’opera come un riflesso della stessa Artemisia, all’epoca una pittrice affermata e indipendente, desiderosa di consolidare la propria fama.
Clio, la musa della storia, è riconoscibile grazie ai suoi attributi iconografici: la ghirlanda sul capo simboleggia l’immortalità, la tromba rappresenta la risonanza degli eventi storici e il libro aperto rimanda alla registrazione della storia, spesso associato a Tucidide.
La figura è priva di ali, distinguendola dall’allegoria della fama. Clio indossa una veste ruggine sovrapposta a una tunica di seta blu, impreziosita da spille dorate e un orecchino di perla. Il suo sguardo è fiero, rivolto al futuro, e la luce caravaggesca accentua il suo portamento eroico.
La firma


