Il suo nome d’arte è Cescx ed è un deejay emergente. Ha 29 anni e ora si trova a Torino, nel centro di crisi e trattamento delle diagnosi delle nuove dipendenze del Gruppo Abele. «Sono nato in una famiglia di musicisti e ho sempre voluto fare solo quello. Ho scoperto la musica elettronica a Milano, in un locale dove si faceva sperimentazione, giravano artisti di fama internazionale. Girava tanta droga. Poi c’è stata l’esplosione del mito di Berlino. E sono partito», racconta. Lì ha fatto parte di un gruppo di riduzione del danno: «Spiegavano come dosare le sostanze per evitare di stare male», dice oggi a La Stampa.
Il Serd di Genova
«In quel mondo non si usa tanto il


