Cronaca di una morte annunciata. È morto per tumore Matteo Messina Denaro, uno dei più sanguinari e crudeli capi di cosa nostra. Uno dei principali responsabili delle stragi di Capaci e di via D’Amelio, dove furono uccisi i magistrati Falcone e Borsellino, delle bombe a grappolo che hanno insanguinato il Paese, del sequestro, tortura, strangolamento e scioglimento nell’acido di un bambino colpevole solo di essere figlio di un collaboratore di giustizia.
Con Messina Denaro scompare, con molta probabilità, l’ultimo efferato simbolo della stagione terroristico-mafiosa, fortemente voluta da Totò Riina, che portò all’attacco militare nei confronti dello Stato, per distruggere anche gli originari interlocutori politici ed istituzionali che non erano più affidabili e per iniziare una trattativa che portasse prima ad un cessate il fuoco e poi alla convivenza tra mafia e politica, tra mafia e Stato.
La latitanza dorata sotto il naso dello Stato. Il boss di Cosa nostra Matteo Messina Denaro si porta nella tomba silenzi e segreti
Messina Denaro si porta nella tomba silenzi e segreti. È morto da mafioso orgoglioso e non pentito, fiero della sua crudeltà


