I giganti dei media ascoltano ciò che le persone dicono vicino ai microfoni dei loro dispositivi. Un sospetto in cui tutti, prima o poi, ci siamo imbattuti e che fino a oggi non aveva trovato effettivi riscontri neanche da parte dei grandi esperti di cybersicurezza. È quanto emerge da un documento di CMG (Cox Media Group), gruppo che unisce radio e concessionarie pubblicitarie, che il sito americano 404 Media è riuscito a ottenere.
L’arma dell’active listening
Il documento, dal titolo “Il potere della voce (e dei microfoni dei nostri dispositivi)”, è in realtà un vero e proprio “pitch” tramite cui CMG sperava di conquistare altri clienti. Tra le righe, secondo quanto riferisce 404 Media, sono chiaramente presenti due informazioni cruciali.


