Oggi, immaginiamo l’impensabile: l’Italia sotto attacco nucleare. Un viaggio tra passato e futuro, per non dimenticare e riflettere sulla guerra
@Canva
Erano le 8:15 del mattino del 6 agosto 1945 quando un bagliore accecante, seguito da un’onda d’urto devastante, sconvolgeva Hiroshima. La prima bomba atomica, soprannominata “Little Boy“, sganciata su una città cancellava in un istante vite umane e non, edifici e speranze.
Il bilancio fu agghiacciante. Poco dopo lo sgancio della bomba, avvenne l’esplosione, a oltre 600 metri d’altezza. In una manciata di secondi, un’area di 12 km quadrati venne polverizzata e tra le 70.000 e 90.000 persone, circa un terzo della popolazione della città, morirono.
Un’intera città rasa al suolo, avvolta in un silenzio spettrale, interrotto solo dalle grida di dolore dei sopravvissuti. Le conseguenze a lungo termine furono altrettanto devastanti: malattie legate alle radiazioni, contaminazione del suolo e dell’acqua, un trauma collettivo che ha segnato intere generazioni.
Oggi, 79 anni dopo, il ricordo di Hiroshima è più vivo che mai. Non solo come commemorazione di una tragedia immane, ma anche come monito per il
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