A poco più di un anno dall’inizio dell’invasione Russa all’Ucraina il mondo è completamente cambiato. Sul piano economico la guerra ha innescato una crisi a partire dal costo del gas, il blocco del grano, che di conseguenza hanno scatenato le pressioni inflazionistiche nel Vecchio continente. Una crisi, quella relativa al gas per il momento, o almeno così sembrerebbe, superata. Sul piano sociale abbiamo assistito ad un esodo di 7 milioni di persone, di cui 3 milioni e mezzo hanno preso la strada dell’Europa, e gli altri verso destinazioni piuttosto lontane. Sul piano politico abbiamo assistito alla creazione di fatto di due blocchi: Stati Uniti ed Europa e i paesi Occidentali e dall’altro lato Russia e Cina e i così detti paesi BRICS. Allo stato attuale ogni tentativo di pace sembra sia fallito. Mentre sul piano militare è ripresa la corsa agli armamenti, anche nucleari e è iniziato l’invio di armi dai Paesi europei verso l’Ucraina.
Ma a livello di analisi dei rischi per i mercati finanziari, sembrerebbe, che la percezione del rischio per mercati e economia relativa alla guerra in Ucraina


